Discorso eternamente breve
Ti guardo, difficilmente ti allontanerai da me adesso. sei inafferrabile e incostante come una nuvola. prendiamo ad esempio un discorso che non può essere tenuto in piedi, quello che sarà scritto è solo un piccolo flusso di pensieri che non ha nulla di costante, proprio come te. te, ne dividerei volentieri una tazza con te ascoltando della buona musica e prendendo delle emozioni in prestito per regalartele, prenderei il tuo viso e lo terrei tra le mani, come dei petali come a sorreggerlo, ma non ne hai bisogno ( apparentemente). guarderei dentro quegli occhi , mi farei accarezzare da quegli archi dorati... la stupidità degli uomini raggiunge limiti impressionanti, fortunatamente qualcosa buona ogni tanto esce. del resto qualcuno una volta fece notare che è dal letame che nascono i fiori, magari questo non ha niente a che vedere con tutto il discorso, o forse si... e proprio quest'incostanza che qualcuno non ha mai sopportato, ma ho sempre amato sia quest'incostanza sia chi la odiava...
incostante, tutto oggi è incostante, la concentrazione dell'intera natura umana è inesistente, la vita è solo una corsa,come? no! non è vero! questa è come al solito la considerazione più facile... fermiamoci a pensare e osservare quanto possa essere buono un profumo o un sorriso fraterno. fermiamoci a pensare quanto possa essere bello godersi i momenti più intensi in un secondo, allargare il tempo, considerare, ecco, considerare! e considerando mordersi un labbro per celebrare questa scoperta... mi manca vedere... ho bisogno ancora una volta di sentire, sono diventato sordo e cieco, fra un po' diventerò muto, o peggio ancora non avrò più la possibilità di abbassare la voce e parlerò continuamente in modo sconsiderato, scostante e inconsistente, a poco a poco per punizione mi trasformerò in un unità, una piccola unità che non ha pensiero, che mangia, dorme e fa finta di vivere come tutti gli altri, ma non he prenderà mai niente... o forse no... spero di accorgermi la prossima voltà, forse per questa volta l'ho scampata, ma non per molto. non mi sentirò mai bene... devo affrontare questo momento prendendone la forma, devo essere il dolore che ho dentro per poter non sentirlo... mi sento prima pesante come un masso e dopo vuoto... poi di nuovo pesante... come vorrei essere pensante,,, come vorrei essere... come vorrei... come???? non so... prova a venire quì, ci vediamo un film, dividiamo un te... magari mi ristorerò più per il calore di un tuo sguardo che per il calore del mio te... ma so che è difficile... ma non impossibile... e allora rimbocchiamoci le maniche... o no?
